SAY NO TO ACTA
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Poi dici il cambiamento…
Oggi si fa una cosa particolare, si aggiornano i server alla versione successiva di Debian.
Panico, perchè se qualcosa dovesse andare storto passerà parecchio tempo prima che mi possiate contattare, mandare una mail o leggere di nuovo qualche cazzata su questo blog.
Perchè allora lo faccio?
Perchè Debian ha dichiarato scaduta la versione che i serverini hanno sotto il culo, ed andare avanti con un sistema non aggiornato e che non conrtollo per svariate settimane di fila assomiglia tanto ad un suicidio informatico.
Inoltre ho bisogno di motivarmi a passare sui nuovi server, quelli che ho comperato di recente, e quale migliore motivazione per rimettersi a progettare una nuova architettura?
Ovviamente distruggere la vecchia!!!
E allora via che si va verso l’ignoto, se non dovessero andare le cose bene ci si sente o su skype o su gmail o quando torno.
Speriamo in un arrivederci
Matteo
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Relocation, Relocation, Relocation
CC: Cambiato Casa e preso possesso oggi con bagagli e me stesso della nuova stanza, grazie anche all’aiuto dell’amico David che mi si è messo a disposizione con la macchina.
Siamo passati da Londra Nord-Est, zona 6 (Romford-Essex), a Londra Ovest, zona 3 (West-Acton, Essex House).
Ah, anche quì c’è gli spifferi, maledizione…..
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[Un Nuovo Tragico Episodio] – La faccia come il culo
Ok, avevo detto che il precedente post sarebbe stato l’ultimo nella categoria in “Lavorare da casa, ma da casa a Londra” ed invece, nonostante sia ufficialmente dimesso da Gioverdì scorso, SABATO [PORCO CAZZO] MATTINA, mi sono ritrovato con questa chat aperta su Skype dal mio ex-(non capace)-IT-Manager:
[03/03/2012 11:06:51] (FMA) J** S****: hi Matteo :)
[03/03/2012 11:06:51] (FMA) J** S****: I know you are not employeed anymore but can you help me? :)
[03/03/2012 11:07:39] (FMA) J** S****: the problem is that restart script on bucanner for fail-over cluster is not working and Simone is in Italy and I cannot reach him. And I also do not have permissions to manually restart jetty on eressea
- Potevo chiudere Skype fingendo un’esplosione oppure un attacco di diarrea, ma sarebbe stato un atto da vigliacchi…
- Potevo mettermi ad attaccare la VPN e mettere a posto tutto, ma sarebbe stato come incoraggiarlo a chiamarmi ancora in caso di bisogno…
- Ho scelto di rispondere, breve e criprico, snocciolando password di root inutilizzabili in quanto
PermitRootLogin no
e rendere tutto più interessante aggiungendo “semmai” di utilizzare l’interfaccia web (di cui la password è di circa 18 caratteri, non memorizzabile, e persa neglia annali dei precedenti consultant e figurati se te la dico); banalmente disponibile, incredibilmente d’aiuto sulla carta, praticamente inutile nella pratica, fottutamente acido il Sabato mattina se mi parli di lavoro, dopo che quel lavoro l’ho lasciato per la tua incapacità di gestire le cose.
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L’altro ultimo giorno
Ultimo giorno di lavoro in quel dì di Bratislava (ma da remoto e comunque sono in ferie), curioso che capiti proprio di un giorno che mettiamo nel calendario una volta ogni 4 anni per fare quadrare il bilancio del tempo che passa…
Facile da ricordare :)
Ufficialmente quindi questo é l’ultimo post nella categoria “Lavorare da casa ma da casa a Londra”, eh si, la pacchia é finita, ma ero anche un po’ stufo di pasare le giornate da solo…
Forse é anche il caso di tirare un po’ le somme di quello che ho fatto.
Dunque, quest’anno cominciato come “IT Administrator” e finito come “Head of system administration” va praticamente tutto in positivo; é stato un anno decisamente denso, teso a migliorare e rendere scalabile la struttura IT di una start-up che era decisamente un casino, con il capo degli sviluppatori che si svegliava la notte a verificare che i siti web fossero online (ma è vita secondo voi?).
Ho realizzato molte cose tecnicamente interessanti che in aziende già strutturate avrei fatto fatica ad implementare e far funzionare se non con tempi giurassici a partire da LDAP per gestire i permessi su tutta l’infrastruttura, il monitoring, i server Samba per la condivisione dati, ed nuovi sistemi di backup e storage.
Ma non ero andato solo per questo a Bratislava, l’idea di lavorare in una start-up “fuori di casa mia”, snella, internazionale e flessibile era uno dei principali requisiti per cercare di fare un po’ di esperienza di “*management”, gestire progetti con altri staff, gestione dei fornitori, degli acquisti, gestione delle risorse dello staff, gestione delle persone dello staff (non risorse, non siamo barattoli), cominciare a parlare Inglese per davvero, cercare di relazionarsi con persone di cultura abbastanza distante da quella italiana e cercare di lavorare per obiettivi a lungo termine che impattassero sulla vita dell’azienda, non solo tirare a fare la giornata resettando password e ricompilando progetti in java.
Ci sono riuscito?
Diciamo che ho raggiunto circa il 90% degli obiettivi, ho lavorato bene e sono soddisfatto di quello che ho prodotto, soddisfatto dai feedback che ho ricevuto, della persona che è venuta a lavorare nel mio staff, e di come sono questa persona sia riucita a rendersi bene o male autonoma dopo 6 mesi di torture da parte mia.
Non sono però riuscito a sopportare i piedi sulla faccia di chi con meno bagaglio tecnico di me, ma con un titolo più altisonante del mio, mi spiegava come dovevo fare il mio lavoro non tenendo conto delle conseguenze che andavo illustrandogli (poi drammaticamente avveratesi).
Infatti, é successo che poco prima dell’estate 2011, la start-up sia andata incontro ad un forte scossone finanziario, soci scontenti e solo uscite, che l’ha trasformata in una cosa davvero troppo rigida e stratificata per non spaccarsi, e con pseudo manager che andavano in giro a ripetere “devi fare così perche io sono il capo” (chiaro segnale della barca che affonda), che già funziona male in catena di montaggio, figurati cosa succede in una dittarella IT di 15 dove fino a ieri si rideva e scherzava tutti assieme.
Si crea nervosismo, tensione, incertezza, e si lavora male.
Risultato? In meno di un anno su 15 dipendenti ci sono stati 2 licenziamenti (del tipo “E da domani non c’é più bisogno che vieni a lavorare!”) e c’è stato un turnover di circa il 50%, fra i quali anche il sottoscritto (per penultimo), il quale già passeggiava avanti ed indietro sull’idea di cambiare strada per andare a lavorare a Londra, quando si è visto presentare il piano degli obiettivi per il primo quarto del 2012 e la nuova struttura organizzativa ha deciso che era il momento di mandare la lettera di dimissioni.
Cosa avevano di speciale gli obiettivi del 2012? Ecco il più significativo:
- Per tutto il primo quarto del 2012 non avrai a disposizione fondi per i sistemi e la rete, il tuo obiettivo è quello di mantenere i servizi stabili e disponibili (10%)
Cosa mi aspetta adesso?
Adesso 4 giorni di “pausa” intervallati dal trasloco nella nuova casa, le varie carte burocratiche e poi il 5 si comincia da Rackspace.
Credo e spero che se ne vedranno delle belle.
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